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Sussiste la giusta causa, se il cassiere commette infrazioni procedurali per appropriarsi di somme di denaro, anche di lieve entità

 

Causa curata da Anna Maria Corna e Beatrice Ghiani

 

Tribunale di Catania,  ordinanza 15 marzo 2016

 Con ricorso ex art. 1, commi 48 e ss, legge n. 92/12, un lavoratore ha impugnato il licenziamento intimatogli dalla Società per giusta causa, chiedendo la reintegra nel precedente posto di lavoro e la corresponsione dell’indennità risarcitoria.

Il ricorso è stato rigettato allo stato degli atti, in quanto i fatti oggetto di contestazione non sono stati specificatamente contestati dal lavoratore nell’immediatezza della contestazione e le argomentazioni svolte in ricorso sono state ritenute ormai “tardive”.

La sentenza ha ritenuto “verosimile la tesi della società, ovverosia che le infrazioni procedurali abbiano costituito lo strumento per integrare l’appropriazione indebita delle somme riscosse” e, quindi, sussistente la giusta causa di licenziamento, in quanto “la condotta assume gravità tale da giustificare il recesso datoriale, a prescindere dall’entità delle somme oggetto di appropriazione, posto che appare ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario”.

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