Licenziamento disciplinare per omessa comunicazione dei carichi pendenti

Licenziamento disciplinare per omessa comunicazione dei carichi pendenti

A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella

Con sentenza n. 15322 del 25 luglio 2016 la Suprema Corte ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa di una lavoratrice che, a seguito della reintegrazione nel posto di lavoro, aveva omesso di comunicare al datore di lavoro l’esistenza di carichi pendenti. Nel caso di specie, la lavoratrice aveva sottoscritto un’autocertificazione nella quale aveva dichiarato di non essere destinataria di provvedimenti che riguardassero l’applicazione di misure di prevenzione e di decisioni civili ed amministrative iscritte nel casellario giudiaziale. Tali attestazioni sono risultate false, in quanto sono emersi a suo carico una serie di procedimenti penali, alcuni dei quali per furto. La Suprema Corte ha rilevato una grave violazione dei principi di correttezza e buona fede, in quanto, nel caso di specie, non si è trattato di una mera irregolarità della documentazione presentata dalla dipendente, ma di una menzogna che, in considerazione della rilevanza dei fatti occultati, ben può ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario.

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