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I limiti al ricorso alle sostituzioni e al lavoro straordinario durante lo sciopero

A cura di Marina Olgiati

(Trib. Firenze, 28 ottobre 2016, decr.)
In relazione ad uno sciopero indetto dai lavoratori, il comportamento antisindacale è configurabile allorché il contingente affidamento delle mansioni svolte dai lavoratori scioperanti al personale rimasto in servizio, nell'intento di limitare le conseguenze dannose, avvenga in violazione di una norma di legge o del contratto collettivo; sono, pertanto, possibili le sostituzioni di lavoratori in caso di sciopero, rispettando il limite suindicato.

Nel quadro di tale principio affermato dalla Corte di Cassazione (tra le altre, Cass. n. 15782/2011), il Tribunale di Firenze ha escluso l'antisindacalità della condotta datoriale in una fattispecie composita, rispetto alla quale l'organizzazione sindacale ricorrente aveva lamentato più violazioni nelle sostituzioni effettuate dall'azienda. Precisamente, il sindacato sosteneva che la società aveva illegittimamente sostituito lavoratori in sciopero con personale di livello superiore, trasferendolo anche da altre unità produttive; aveva effettuato sostituzioni con personale a tempo determinato, già dipendente dell'azienda ma adibito ad altre unità locali; aveva disposto lo spostamento interno di personale di pari livello di inquadramento di quello dei lavoratori astenutisi dal lavoro, ma appartenente a reparti diversi da quelli degli scioperanti.

La decisione, innanzitutto, ha evidenziato che, nella situazione denunciata come antisindacale, il fatto che la società avesse dimostrato che nella giornata di sciopero vi erano state assenze di personale anche per ragioni diverse (malattia, ferie, recuperi, etc.) era particolarmente significativa, in quanto indicativa di una situazione generale di difficoltà lavorativa, non determinata dai soli lavoratori scioperanti; in tale contesto, pertanto, diveniva più difficile valutare le sostituzioni sotto un profilo di antisindacalità, essendo indubbio che il datore di lavoro doveva garantire una certa organizzazione dei servizi, messi alla prova da una serie di circostanze concorrenti.

Rispetto a tale situazione, la tesi del sindacato secondo cui le sostituzioni sarebbero state effettuate per sopperire all'assenza del personale scioperante appariva, pertanto, del tutto generica, non tenendo conto della sussistenza di assenze per altri motivi.

In ogni caso, circa l'adibizione a mansioni inferiori, proprie del personale in sciopero, di lavoratori di livello superiore, il Tribunale ha escluso l'antisindacalità della condotta poiché l'assegnazione a funzioni inferiori era risultata o riguardare mansioni marginali, accessorie e complementari a quelle proprie dei lavoratori assegnati in sostituzione o perché era stato dimostrato che si trattava di compiti svolti normalmente dal personale "supplente" unitamente ad altre mansioni di contenuto più elevato (in altri termini, i compiti minori erano parte della job dei lavoratori mandati in sostituzione).

Nessuna violazione è stata rinvenuta, poi, nello spostamento di reparto di dipendenti adibiti all'unità produttiva in sciopero per sostituire gli scioperanti appartenenti a reparti diversi, laddove era risultato che le sostituzioni avevano riguardato lavoratori di pari categoria legale ed inquadramento contrattuale.

Ancora, sull'invio di lavoratori da altre unità produttive, la decisione, in primo luogo, ha escluso che potesse trattarsi di un trasferimento in violazione dell'art. 2103 cod. civ., come lamentato dal sindacato, data la temporaneità dello spostamento (una sola giornata) in presenza di ragioni organizzative; in secondo luogo, ha ritenuto legittimo tale provvedimento datoriale, in quanto l'utilizzo di personale interno proveniente da altre unità locali per sostituire personale in sciopero rappresenta una legittima espressione della libertà di impresa. Il principio, valevole per il caso di spostamento di lavoratori a tempo indeterminato, è stato applicato anche ai casi in cui, nella fattispecie, l'assegnazione all'unità interessata dallo sciopero aveva riguardato lavoratori a termine; in tal modo, il Tribunale ha disatteso la tesi del sindacato che aveva assunto la violazione dell'art. 20, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 81/2015 (divieto di assunzioni a termine per sostituire lavoratori in sciopero): non ricorreva, infatti, l'ipotesi di cui al divieto di legge, perché i lavoratori a termine erano già dipendenti della società.

In merito al ricorso al lavoro straordinario, infine, il provvedimento ha negato che la datrice avesse tenuto una condotta antisindacale per aver comandato lo straordinario – come affermato dalla O.S. ricorrente - osservando che la società aveva, da un lato, dimostrato che le ore di straordinario erano state addirittura inferiori alle ore di assenza per motivi diversi dallo sciopero e, dall'altro lato, che lo straordinario era stato autorizzato previa acquisizione della disponibilità e del consenso dei lavoratori interessati.

 

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