Impugnazione del trasferimento ex art. 700 cpc. Il lavoratore deve dimostrare il periculum in mora, che non è in re ipsa

Impugnazione del trasferimento ex art. 700 cpc. Il lavoratore deve dimostrare il periculum in mora, che non è in re ipsa

A cura di Tommaso Targa

(Tribunale di Savona, ordinanza 4 maggio 2016)

Con ricorso d’urgenza, un dipendente ha impugnato il proprio trasferimento, dando atto che la sede di provenienza è una unità produttiva attualmente chiusa, ma lamentando che tale chiusura sarebbe stata provocata da comportamenti negligenti del datore di lavoro. Quest’ultimo, con accordo sindacale, si era infatti impegnato a fare il possibile per mantenere l’unità produttiva in attività.

Con l’ordinanza in commento, il Tribunale ha rigettato il ricorso per insussistenza del periculum in mora, con argomenti validi ad escludere anche il fumus boni iuris.

Quanto al periculum in mora, l’ordinanza ha premesso che “ogni trasferimento (come pure ogni licenziamento o demansionamento) incide sulla dignità del lavoratore, ma non può per ciò solo ritenersi che ogni trasferimento legittimi il ricorso all'art. 700 c.p.c. non potendosi validamente affermare che per questo tipo di controversie il periculum in mora sia in re ipsa. Anche in tali materie, pertanto, il ricorrente deve allegare e provare un pregiudizio che, per le caratteristiche concrete del suo caso, presenti quei caratteri di gravità, imminenza e irreparabilità che giustificano il ricorso alla tutela cautelare, che non può costituire in tema di trasferimento un binario alternativo e generalizzato di tutela giurisdizionale”.

Partendo da tale principio di diritto, l’ordinanza ha escluso, nel caso di specie, il rischio di un pregiudizio imminente ed irreparabile, “non essendo state allegate particolari situazioni di fatto tali da far temere un pregiudizio irreparabile insuscettibile di ristoro economico”.

In merito al fumus boni iuris, l’ordinanza ha evidenziato che esso è integrato dalla verosimile esistenza del diritto che il ricorrente intende far valere nel giudizio di merito. Tale elemento deve essere valutato, in sede cautelare, con particolare rigore, trattandosi di procedimento nel quale l’acquisizione della prova e la dialettica processuale sono, per la natura sommaria della cognizione, attenuate.

Ciò premesso, riallacciandosi a quanto argomentato in tema di periculum,  l’ordinanza ha escluso che il trasferimento impugnato possa ritenersi illegittimo, alla luce degli elementi forniti dallo stesso ricorrente. Infatti, se anche fossero fondate le avversarie considerazioni circa l’inadempimento, da parte del datore di lavoro, dell’impegno assunto con le organizzazioni sindacali di mantenere operativa l’unità cessata (quella di provenienza del ricorrente), ciò non potrebbe comportare l’illegittimità del trasferimento, essendo innegabili le esigenze organizzative che lo impongono. Semmai, potrebbe ipotizzarsi il solo diritto del lavoratore al risarcimento dei danni conseguenti alla condotta del datore di lavoro, ammesso e non concesso che essa sia qualificabile come inadempimento colposo di un obbligo assunto nei confronti dei singoli dipendenti coinvolti, oltre che delle OO.SS..

Tags

See all