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Licenziamento per ragioni organizzative e comportamenti negligenti

A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella

Con sentenza n. 17676 del 5 luglio 2018 la Suprema Corte ha esaminato il caso di un licenziamento intimato per ragioni organizzative, con la seguente motivazione: “criticità gestionali relative allo svolgimento del ruolo manageriale affidato e all’impossibilità di individuare ulteriori ambiti lavorativi adeguati al Suo inquadramento”.

La Corte di Cassazione ha evidenziato, confermando la decisione della Corte di merito, che il licenziamento intimato aveva natura disciplinare, anche in considerazione di quanto dedotto dal datore di lavoro negli scritti difensivi, secondo cui il recesso era stato determinato dal persistente atteggiamento non collaborativo del dirigente, il quale si era rifiutato di operare fattivamente con i propri superiori, dimostrando l’incapacità di espletare in modo soddisfacente gli incarichi affidatigli.

Pertanto, in considerazione della sua natura disciplinare, il licenziamento è stato ritenuto illegittimo per omessa contestazione degli addebiti ai sensi dell’art. 7 Stat. Lav., pacificamente applicabile anche ai dipendenti con qualifica dirigenziale.

 

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