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Risarcimento del danno patrimoniale a seguito di infortunio sul lavoro: la sussistenza del nesso di causalità

A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella

Con sentenza del 26 gennaio 2018, n. 2020, la Suprema Corte ha affermato che, nel caso di infortunio sul lavoro, il dipendente può avere diritto al risarcimento del danno patrimoniale consistente, nel caso esaminato, nella perdita delle maggiorazioni derivanti dalla mancata assegnazione al turno notturno. La Corte di merito aveva escluso la sussistenza del nesso di causalità tra la domanda svolta dal dipendente e l’infortunio subito, rilevando, da un lato, che l’infortunio non aveva determinato un’incompatibilità allo svolgimento del lavoro notturno e, dall’altro, che l’organizzazione dell’attività lavorativa costituisce un insindacabile potere del datore di lavoro. La Suprema Corte ha riformato la decisione, cassando con rinvio la sentenza, in quanto ha rilevato che l’accertamento sulle conseguenze (patrimoniali) derivanti da un infortunio non poteva essere condotto sulla base di un parametro astratto, bensì tenendo conto delle concrete circostanze, sulla cui base, anche in via presuntiva, andava verificato il grado di probabilità in ordine all’adibizione (e con quale frequenza) del dipendente al turno notturno, ove l’infortunio non si fosse verificato.

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